OltreViola: pittura, teatro, musica e altri deliri presenta "un Lituus in studio d'artista"


Finalmente dopo la Giornata impensata  tutta primaverile di maggio, dopo ben sette mesi siamo pronti per una nuova giornata particolare -anzi due- dal titolo un Lituus in studio d'artista, cosa vuol dire? continuate a leggere se volete e lo scoprirete, intanto vi informo che il 7 e l'8 dicembre 2013, in questi due giorni di pieno inverno, aprirò nuovamente il mio studio dove potrete vedere i nuovi dipinti, le nuove video performance e fluttuare fra profumi di olio di lino e trementina, disegni e idee, come sempre... ingresso libero.

Domenica 8 esattamente alle ore 19.00, l'ingresso diverrà unicamente su appuntamento per poter dare spazio agli incontri OltreViola: pittura, teatro, musica e altri deliri.

Come ormai saprete, questi appuntamenti avvengono sempre con autori che ho conosciuto e con cui è nata una reciproca stima e di conseguenza anche l'idea di fonderci per proporre idee nuove ed aprire ancor di più (o almeno tentare), le nostre menti.
Sono quindi davvero onorata di potervi invitare a far parte della presentazione del libro di Andrea Amato: Lituus, gli etruschi e le energie della madre terra.

E a proposito di ciò: ma voi, lo avete un Lituus?
Ma sì dai! quel bastone ricurvo che finisce a spirale e che decide il fas e il nefas, ossia se le azioni siano gradite o meno agli dei... no?
Beh... in effetti neanche io lo posseggo, ci vuole dedizione, saggezza, bisogna divenire -cosa per nulla facile- un Augure per poterlo avere, per poterlo usare, brandire e trovare finalmente il mundus.
Però, conosco chi lo ha: si chiama Caile Vibenna, un giovane etrusco che fa domande e si stupisce come tutti gli uomini arguti che fortunatamente nascono in ogni era: attraversa ostacoli imposti da anziani sacerdoti con un po' di timore e circospezione ma con l'ambizione di superarli, di ottenere la conoscenza, per poi scoprire e liberare il proprio potere... e la propria energia.
Caile nasce dalla mente dello scrittore Andrea Amato ma forse è meglio dire che la storia di Caile, è una storia scritta secoli fa. Nel tufo. E l'autore l'ha letta nel tufo e ce ne ha rimandato il fascino che lo ha colpito quando era ancora un ragazzo.
La lettura di Lituus è stata per me come la notte che Caile passa con la bella e sensuale Velaria: lunga e larga.
Sono rimasta coinvolta in un viaggio di passione, ironia, verità, culture e densa energia, uno di quei viaggi che non vorresti abbiano mai fine.
Le illustrazioni sono perfettamente in sintonia con lo scritto: realizzate da Vito Maria Fimia con estrema accuratezza e sarà possibile visionarle oltre che nella stampa del libro, anche originali, nei due giorni di apertura dello studio.


Poter condividere questo viaggio con chi lo desidera in un luogo dove di energia ce n'è in ogni angolo ed ogni segno attuale appartiene al primordiale, è il mio augurio.

Vi aspetto.
Viola Di Massimo

per informazioni dettagliate vai qui

Lituus di Andrea Amato è possibile trovarlo:


la piccola Sposa bianca - viola di massimo - giornata internazionale contro la violenza sulle donne



Se fosse stata adulta, pronta e se fosse stata una propria scelta, quel qualcosa di vecchio, di blu, di nuovo e di prestato sarebbe stato un gioco divertente di una tradizione scaramantica che ormai non si sa più. Ma "La piccola Sposa bianca" fra ritmi berberi ed europei, ci testimonia che c'è una grande parte di mondo che non sceglie, non può scegliere. Che sia una religione usata a proprio piacimento, una legge oppure la prepotenza di qualcuno non importa, in questo nostro mondo, a volte, non si sceglie proprio nulla e l'onore dell'individuo, semplicemente, non esiste.
A volte, tutto è veloce e non si ha il tempo di accorgersi di cosa stia accadendo... anche alla propria figlia, piccola o grande che sia. Ciò, accade in ogni dove e in ogni modo.
"La piccola Sposa bianca" ci racconta parole di coraggio e di saggia lucidità che una madre nelle atrocità della vita può arrivare ad avere, per poter donare tutta la forza possibile che dovrà contenere la sua bambina con una veste da sposa troppo grande, una bimba scelta e prescelta come sposa bianca, pura, come sacrificio per quella grande fetta di mondo fatta di violenze, abusi, potere e spiccato senso del possesso.
Questa madre, ha avuto davvero troppo poco tempo per poter insegnare cose più grandi di tutti noi alla sua bambina e in poche righe sceglie di raccontare alla figlia, la dignità.

La piccola gira con il sottofondo di un carillon come una bambola vinta, sullo sfondo, la "biografia di un pensiero fisso" l'opera che Viola Di Massimo ha dedicato alla sua ricerca artistica e a tutte le donne che hanno lottato e vissuto prima di lei, e su cui sono visibili il simbolo viola della devozione e quello rosso dell'amore dal cuore nero che ne nasconde il mistero.
Nella giornata internazionale dei diritti del bambino (20 novembre) e quella contro la violenza sulle donne (25 novembre), questa volta quindi, Viola Di Massimo si concentra sulla figura di una bambina che unisce uomini, donne e bambini, in un unico cuore che continua a battere, battersi e lottare comunque e sempre contro ogni tipo di violenza verso tutti gli esseri viventi... la piccola sposa bianca siamo noi: piccoli sempre e comunque davanti a ricordi ed eventi troppo grandi, sposi di questo nostro mondo che non abbiamo scelto, ma anche bianchi di un piccolo residuo di purezza superstite che si è salvata e protetta nonostante il crescere, nonostante l'evoluzione della nostra durezza, nonostante... tutto.
F.M.


Promosso da Propaganda per la Civilizzazione delle Masse  [movimento artistico]


Per la profonda e non semplice comprensione riguardo l'urgenza che si ha quando si sente il bisogno di creare un'opera ringrazio: la mia famiglia per la prima visione dell'operato e le immancabili/utili  critiche, Andrea Amato che ha prestato le sue mani ritmiche per regalarmi una perfetta colonna sonora, Sandro Zonetti per la disponibilità del suo ingegno nel dare forma ad un aggeggio per il video che poi non è più servito, mia nipote Claudia che ahimè un giorno capirà a cosa ha partecipato, i suoi genitori che me l'hanno prestata con qualche remora visto l'argomento, Lucia Ciardo che mi esorta sempre ad usare la mia voce e Marga Esposito che, non si sa come faccia... ma comprende sempre e molto prima di me ciò che io stia tentando di dire.

LODA D. - con Lucia Ciardo


Sarà in scena al Teatro dell’Orologio (Sala Gassman) dal 3 all’8 dicembre 2013 lo spettacolo LOLA D., scritto e diretto da Giancarlo Moretti. Protagonista è Lucia Ciardo. Lola D. è un monologo inteso non come narrazione di fatti – racconta l’autore e regista Giancarlo Moretti - ma come ricerca della nostra voce interiore, in cui l’obiettivo è sondare il vissuto e il non detto attraverso l’annullamento dello spazio e del tempo.  La protagonista, infatti, esplora intensamente i suoi ricordi ed il suo presente tra esaltazione e inquietudine, entrando ed uscendo da se stessa sulla spinta delle emozioni, vivendo contemporaneamente stati diversi della sua psiche in una continua distonia emotiva. Davanti al pubblico, Lola D. è allo stesso tempo qui e altrove, l’una e l’altra di sé, sola con se stessa, senza barriere e senza finzioni”.
Dicembre, una donna si sta preparando per uscire mentre un uomo la aspetta al di là della porta della loro camera da letto. Come altre cento, mille volte ripete gesti quotidiani: si veste, si trucca, si osserva. Ma questa donna cela in sé il desiderio di uscire dall’anonimato della quotidianità, dal freddo ostile dell’inverno, alla ricerca di un sole che la riscaldi dentro.
Appare così il suo alter ego: Lola D., in cui racchiude desideri e paure, la tenerezza dei ricordi che riaffiorano dall’infanzia ed il suo vissuto di adulta; una donna immaginaria che lei ama ma al contempo odia, a cui ha dato vita per affrontare le delusioni del presente e mantenere i ricordi del passato.
Lo spettacolo è costruito intorno ad un’alternanza di tre voci tutte strette in un monologo: la donna, Lola D., e quell’uomo, tanto vicino da poterci parlare alzando appena appena la voce per farsi sentire al di là della porta, quanto allo stesso tempo distante nell’incomunicabilità dei sentimenti. Tanto vicino da farla felice oppure farla soffrire fino a morirne. Una donna alla ricerca di una sua identità con cui affrontare la vita di tutti i giorni, e capace di rinascere ogni volta dalle proprie ceneri.
Giancarlo Moretti dopo i successi riscossi con i precedenti spettacoli che lo hanno visto regista ed autore (Un giorno qualsiasi, Dove Sei, Il terzo tempo, Rose di maggio), si confronta con un monologo che dipinge i colori delle emozioni dell’anima di una donna.
Teatro dell’Orologio  Sala Gassman via de’ Filippini 17/a Roma. Orario repliche: dal martedì al sabato ore 21,30 - Domenica ore 18,00. Botteghino: 06 6875550. Costo biglietti: Intero 12 euro, ridotto 10 euro. Tessera 2 euro






Lucia Ciardo, nasce Padova ma è di origini e adozione pugliese. Studia in Puglia c/o la Scuola MurgiaTeatro di Clarizio Di Ciaula. Prosegue a Roma seguendo il maestro Giancarlo Sepe per la ricerca dell'attorialitá attraverso il movimento e la musica; il coach. Vincenzo Attingenti per il metodo dell' acting e Mary Setrakjan per l'acting nel canto. Agli inizi del 2000 collabora per anni con la Compagnia TeatroOltre di Pierfrancesco Ambrogio con cui sperimenta drammaturgie di teatro classico e contemporaneo fino al teatro civile. Continua la sua ricerca aprendosi a contaminazioni diverse. Nasce così la collaborazione con Viola di Massimo, pittrice e scrittrice di cui interpreta e dirige "Lettera d'Amore Contemporanea", corto teatrale tra prosa e pittura per il Premio Art Cafè Letterario di Roma. La collaborazione con Enza Piccolo scrittrice contemporanea di " 4 donne e la Storia" la porta ad adattare interpretare e dirigere "I Volti dell'Amore" con cui partecipa al Festival della Creatività c/o la Factory Macro Testaccio a Roma. Da anni, parallelamente alla carriera di attrice, si dedica alla formazione. Conduce diversi laboratori teatrali: dal 2010 collabora con Barbara Abbondanza per i laboratori ragazzi c/o Scuola Artes di Enrico Brignano. Conduce invece classi per adulti per l'Ass Culturale "Gocce di Arte ". Partecipa inoltre a progetti speciali di carattere sociale: dal 2004 fa parte, come paziente simulato, del progetto "Onkotalk" corso di comunicazione per medici oncologici sul trattamento della malattia per sviluppare la relazione empatica medico-paziente. Nel 2009 crea il Festival del Teatro Visibile, rassegna di sperimentazione di nuove drammaturgia contemporanea.

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Corpi di-segni
Presentazione: Vitaldo Conte  




Ho voluto presentare questo evento come un percorso teorico “aperto” ad alcune possibili emergenze, emergenze, anche estreme, presenti nella creazione di oggi. È stato espresso, oltre che dalle mie considerazioni, soprattutto attraverso interventi e video di alcuni dei suoi (e miei) compagni di viaggio. I “corpi di-segni” sono uno spaccato d’arte che si riconosce in oper/azioni di confluenza e contaminazione sinestetica tra i vari linguaggi – arte, scrittura, musica-suono, corporeità –: fino alla dispersione ambientale, all’azione performativa, all’open space virtuale e alle dimensioni dell’invisibilità. Il susseguirsi degli interventi e dei video ha “cucito” il corpo-teoria di questo di-segno d’arte. 
Il primo momento è stato dedicato alla proiezione del video Sal Salina Salento (il Mito della Poesia Visiva), prodotto dal Museo d’Arte Contemporanea di Matino e realizzato dal suo direttore artistico Salvatore Luperto, che è intervenuto per l’occasione. Il video (con voce-performance di Liliana Ebalginelli e musiche di Biagio Putignano) è stato girato nella Salina dei Monaci di Torre Colimena nel Salento, per i cinquant’anni dalla nascita, a Firenze (nel 1963), della Poesia Visiva. “Il video narra la sacralità dei legami, delle connessioni nel Cosmo. Di ogni parte con ogni altra, di ogni parte col tutto. Gli opposti ritmano il divenire, vivono l’uno dell’altro; luce e buio, spazio e materia, suono e silenzio, voce e silenzio. E tutto è segno e pensiero, mistero.” (Luperto)
Nel mio successivo intervento (con un video esplicativo) sulle scritture d’arte sul corpo, ho focalizzato l’attenzione su come la pelle possa tramutarsi, in numerose esperienze del ‘900, in carta e pergamena, tela o partitura “da scrivere, di-segnare, suonare, dilatare, come un estremo testo che vive”. Non mancano, per esempio, nelle vicende artistiche italiane degli anni ‘70, esempi di “segnature” del corpo-supporto: come quelle di Ketty La Rocca, Guglielmo Achille Cavellini, Claudio Parmiggiani, Tomaso Binga, ecc.
Le scritture extreme si disperdono sempre di più in molteplici lingue d’arte, anche per divenire “geo-corpo-grafie” tra visibile/invisibile. Da qui l’aggancio a due successivi video ondeggianti tra poesia, azione, manipolazione concettuale. Il primo è su Lamberto Pignotti (uno dei fondatori della poesia visiva), il cui lavoro-pensiero si pone come una continua sinestesia poetica che oltrepassa le dimensioni e la visibilità dell’opera e della presenza dell’autore. Nel secondo video (realizzato da Laura Baldieri) Lidia Reghini (critico d’arte) entra in relazione creativo-concettuale in/con/su Vitaldix, il mio avatar creativo, in un evento collettivo ad Orte, espresso con il gioco delle parti e la ricerca di un’arte vaporizzata al limite dell’invisibilità: “Vitaldix, oltre il gioco dell'identità multipla innesta assalti armati alla caparbia banalità dei salariati benpensanti accademici... Vitaldix è uno, qualcuno, tutti e nessuno...” (Reghini)
L’ultimo momento dell’incontro, che ha suscitato anche qualche momento di “rea(anima)zione” accesa da parte del pubblico, è stato incentrato con un video e interventi sul progetto di Pulsional Rumore! (CD – Avanguardia 21), che, oltre da me, è stato curato da Antonio Saccoccio (teorico net.futurista e oltre-artista) e da Helena Velena (anarco-riferimento del pensiero transgender). Saccoccio presenta il “Pulsional Ru.Mo.Re! in una sintesi estrema: impiego s-regolato della voce in parole/suoni/rumori; sostituzione del preparazionismo compositivo (a tavolino) con l’intuizione estemporanea (in tempo reale); dialogo/combattimento tra voci simultanee; vaporizzazione della Musica e dell’Arte; ribellione sonora neotribale contro i meccanismi di ordine, controllo e normalizzazione globali”. Per Helena Velena è “Esplosione incontrollata dell’inconscio e rimodulazione – rimodellazione delle forme date, impiastricciamento degli stili, rikombinante del DNA della Musica dalle origini ad ora, liberazione da ogni forma pre/definita, e soprattutto processo di comunicazione e comunicazione della Sacralità del Messaggio. S/Formazione dell’In/Contenuto. Tutto ciò & molto altro, è Pulsional...”. RU:MO:RE! che, la sera stessa, è stato protagonista (come ulteriore sconfinamento e “commento” di questo evento) di un Live Radio Concert a Radio Popolare Roma con la nostra triplice partecipazione.

In “Accademia in Campo”: Accademia di Belle Arti di Roma / Campo Boario _ 6 ottobre 2013
 

Lettera d'Amore contemporanea - (video documento)

video documento della serata realizzata per gli incontri Oltreviola: pittura, teatro, musica e altri deliri.
scritta da Viola Di Massimo, interpretata da Lucia Ciardo

Trailer [3'06"]



Versione integrale [8'41"]



corsi di teatro Roma TruLLo


ROMA Trullo Portuense.
E quest'anno il cast di docenti è ricchissimo: Gigi Palla, Barbara Abbondanza, Carlotta Piraino, Lucia Ciardo, Gianluca Cecconello! La prima prova è sempre libera e gratis.


per informazioni chiedi a Lucia Ciardo 

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TARQUINIA a Porte Aperte
un museo nella città

il 18 OTTOBRE alle 17.00 presentazione di "Lituus", gli etruschi e le energie della Madre Terra.
Di Andrea Amato.


Per informazioni:
Ufficio I.A.T. tel. 0766 849282
Biblioteca Comunale “V. Cardarelli”: tel. 0766 849224
Ufficio Cultura: tel. 0766 849407
e-mail: cultura@tarquinia.net

www.comune.tarquinia.vt.it

Cara Toffia, Viola



Cara Toffia,
son passati 11 anni ma sembra ieri che qualcuno degli entusiasti organizzatori mi fermò per chiedermi se mi andava di fare una mostra da te durante il festival della Valle del Farfa, senza dubbi accettai perché per me l'arte deve andare ovunque come un messaggio per chiunque, e l'entusiasmo degli organizzatori, era il mio.


Iniziai questo percorso ogni anno, a cavallo di ferragosto: una volta nel teatro del paese, una volta nel bel palazzo antico, una volta in una rimessa e più volte in una cantina. Ecco sì, la cantina era proprio per me perché in quei 5 giorni, quella cantina umida con la finestra perennemente aperta e una porta di legno che poteva esser soffiata facilmente da lupo Ezechiele, era il mio Moma in trasferta, era il luogo dove non solo gli addetti ai lavori finalmente sarebbero entrati come accade spesso nei musei, ma chiunque.
Una vera soddisfazione, si comincia... quasi: organizzatori in fibrillazione, trampolieri, gli spettacoli itineranti di artisti di strada, i mangiafuoco, i balli orientali e di ogni genere, artigiani creatori di magici gioielli fatti d'argento rame e ottone, creatori di lampade, lavoratori di cuoio come antico mestiere, organetti, fisarmoniche, nacchere e canti.
Luci, musica e via: si cominciano i 5 giorni di pura magia.
La gente si muove ovunque, entra alla mia mostra, esce, comprende non comprende affatto, fa battute, non ne fa, si commuove, immagina, ride: una meraviglia.
La mia cantina-museo ha quelle luci giallognole di qualcosa di antico, quella cantina... non so che età avrà ma si respira aria di vissuto, nei momenti di fermo penso sempre a quanta gente sia passata lì dentro dal tempo che è stata costruita ma poi mi distraggo e torno alla magia, entra un bambino: è sconvolto dal nudo femminile dipinto, è imbarazzato non sa dove e se guardare, ed un altra bambina della stessa età gli insegna che il nudo è normale. Ragiono sulle diverse educazioni: affascinante... e spero dentro di me che quella bambina contagi il bimbo dall'educazione troppo imbarazzata perché so che vivrà meglio.
Vedere e ascoltare i musicisti che entrano e suonano e cantano mi fanno venir voglia di ballare e quindi ballo fra quadri note e sorrisi, qui si può, e fondersi in un'unica arte, è impagabile.
Tutte le età, uomini, donne, ragazzi, chi sorride, chi dice che non capisce, chi fa domande capaci di mettermi in difficoltà e chi ti guarda e ti chiede come ti sia venuto in mente di andare laggiù, in una cantina di un paese poco conosciuto, ciò mi intenerisce e fa sorridere.
Penso che sia il mio messaggio, in fondo essere un artista è una missione. La fatica che faccio per portare scenografie e i miei 40 quadri da un ottavo piano (uno a piedi!),  compressi poi nella mia ormai vecchia 500 e sul suo tettino, viene ripagata dalla sintonia fra artisti organizzatori e partecipanti, dall'idea comune.
La felicità di un artista è anche questa. Lo faccio dal profondo, non ho bisogno di una galleria riconosciuta per ricordarmi chi sono o sentirmi protetta.
Il mio ritorno è sempre traumatico, smonto di notte, il mio Moma ridiventa una cantina, sono le tre, le quattro, è buio ma ci sono gli organizzatori che puliscono come hanno fatto ogni sera con dedizione e amore per la collettività.
La mia macchina è di nuovo stracolma, durante il ritorno un camionista stanco certamente più di me si accosta pigramente attratto dalle gambe scoperte ma poi, povero uomo, incuriosito e spiazzato mi dice che "pare un circo", il mio. La stanchezza non mi trattiene la risata, un circo da sola mi attira non poco, ci penserò, grazie per l'idea signor camionista.
Arrivo a Roma alle cinque o le sei di mattina sperando che nessuno del palazzo veda che straccio che sono perché lì la magia è finita, e quasi nessuno sa quale sia il mio lavoro, mi viene da ridere, penso ogni anno che non ho più l'età per questa fatica fisica ma continuo a credere.
L'entusiasmo collettivo mi appartiene e al mio messaggio d'artista ci credo da una vita e a te mia movimentata Toffia, ci credo.

E' il 2002, 2003... 04, ...05, 6, 7, 8, 9, 10, 2011 e faticosamente è il 2012.

Ecco il 2012: Arrivo da te, solita fatica, ho 10 anni di più che si sentono comunque, non sono più la draga di una volta ma faccio ancora le stesse cose, compresa una gara di corsa con un ragazzino prima di iniziare a montare la mostra... vinco io ma l'ho fregato sul tempo barando vergognosamente.
Cerco la cantina, gli organizzatori che, tranne per la ragazza dai bei capelli ricci e neri che contrastano con la pelle lunare, sono quasi tutti diversi; la mia cantina non è più lei, sì è lei ma è una cantina vera e propria: l'odore è acre, davanti alla mia porta una mutanda volata da qualche parte mi dà il ben venuto... giro per il paese, meno persone e meno cura, che accade? ... manca qualcosa, la cerco non so cosa sia, qualcuno non saluta eppure lo vedo da anni!  Chiedo un'informazione a uno dei nuovi organizzatori ma farfuglia qualcosa senza fermarsi, intuisco che stia dicendo che lui non sa nulla... e non saluta neanche lui, strano, è uno dei nuovi ma... lo vedo da anni.
Eri il paese dei balocchi per me! Tutti salutavano tutti, e ora? che succede? non trovo più i sorrisi, del musicista trampoliere Geraint neanche l'ombra come di quei particolari spettacoli itineranti, gli artigiani sono lontaaani lontani dal centro del paese e sono molto meno, di quei creatori di lampade colorate che sembrano sculture, nulla. Mancano tante cose ma in particolare non trovo più quel qualcosa... non la trovo proprio, cerco ovunque, cos'è?
Ah... Ecco cosa manca, manca... l'anima, il fascino; sei divenuta come una vecchia signora che crede che l'autenticità ed il fascino stiano nel rivedersi giovane e che usa tutti i mezzi disponibili per rilisciare la pelle non sapendo che, l'autenticità, il fascino, sono nella spontaneità dell'essere e nel proprio naturale divenire.
Cerco, ma di fascino e anima non se ne parla:  tutto è soffocato da una disarmonia che non so ma che sento a pelle.
No, la gente non saluta più o comunque molto meno... ammetto che ho il timore che tutto diventi come quei luoghi all'avanguardia qui di Roma, quei centri di cultura che si pubblicizzano aperti al mondo ma sono chiusi, puoi cercare di introdurti, di conoscere in qualche modo ma la gente se non sei un simile non ti guarda, la maggior parte è scostante e poco gentile: non accetta il diverso e fa lotte contro la discriminazione...


A fine agosto del 2012 scrissi al tuo primo cittadino una lunga sentita e partecipe e-mail  in cui spesi tempo per cercare di far capire cosa c'era che non andava  secondo me, secondo le impressioni di tutte le persone che con me hanno vissuto quei giorni, visitatori compresi, ci tenevo perché lui è una persona appassionata e orgoglioso del suo paese.
Sono certa, mi risponderà...
La mia isola felice di fatica e condivisione di intenti che fine faranno, l'isola non c'è più?
Mi domando se avrà ancora un senso venire da te, Toffia, quest'anno, per un artista, per me.
Ancora non lo so, lo saprò il 13 agosto 2013.


Comunque  c'è sempre una nota positiva: le isole felici si spostano nascono, muoiono, per poi ancora rinascere, non si sa quanta vita abbiano ma se non ci sarò, sarò comunque nel mio studio, nel mio atelier, e sarò sempre disponibile a nuovi e vecchi incontri perché (per ora) il mio studio ed io, siamo ancora un'isola felice. 

con amore
Viola

contatto

www.violadimassimo.com 2013


2013-292

Ristorante LA BUON'ORA: "Femminile Singolare - Quello che le donne dicono..."



Sono le storie raccontate dai monologhi di Francesca Targa, Daniela Viviano e Lucia Ciardo in uno spettacolo divertente e dissacrante, ma anche - a tratti - introspettivo e profondamente sincero.
Attrici, autrici e donne, di grande ironia e talento, che hanno il coraggio e l'onestà di mettersi in gioco e dirla tutta.Del resto non saranno certo le parole a cambiare i pensieri, ma i pensieri a diventare parole ed emozioni.

fonte: You Tube


CORSO di B.R.A. Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale


PROGRAMMA CORSO di B.R.A. Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale

By AEtere’s www.aeteres.com  
relatore  Andrea Amato
1-2 giugno Harmonia Mundi
via dei SS.Quattro,26a    00184 roma  tel.0670476834  info@harmonia-mundi.it
iscrizioni sul sito  www.harmonia-mundi.it


il corso rappresenta concretamente la possibilità di acquisire una serie di informazioni sul benessere nelle abitazioni e dei suoi abitanti. Il corso è imperniato sul rilevamento dell’elettromagnetismo e sulle geopatie, ma fornisce anche un elenco dettagliato di tutte le realtà, naturali ed artificiali, comprese quelle derivanti dall’ultima generazione di tecnologia, che aggrediscono uno spazio abitativo o di lavoro.
Un’introduzione all’acquisizione di tecniche sensoriali percettive capaci di verificare autonomamente le varie congestioni energetiche presenti in un luogo. Consigli pratici ed interventi per migliorare la propria abitazione. Introduzione al rilevamento attraverso strumentazione scientifica di controllo. Protocolli di installazionestrumentale per un intervento di bonifica, biocompatibilità e riarmonizzazioneambinetale. Consegna di attestato di frequenza B.R.A. “Basic Balance” con certificazione svizzera SOLS SwissOptimal Living Society.

Programma:

Sabato
        La teoria riguardante le Energie non Biocompatibili
        Etere: Manifestazioni , Modalità e Condensazione
        Introduzione alla Percezione Sensoriale
        Livello di Aggressione Ambientale
        Introduzione al riconoscimento delle Energie non Biocompatibili
        Comportamento delle Energie Sottili nei materiali e nelle forme
        Introduzione ai disturbi ambientali di origine naturale, le geopatie. Teoria e Pratica
        Introduzione ai disturbi ambientali di origine artificiale,l’elettromagnetismo. Teoria e Pratica
        Introduzione alle congestioni Psichiche
        Introduzione allo Spazio Sacro Etrusco e Veda


            Domenica
        Introduzione alla Geometria delloSpazio Abitativo
        Dinamiche dei flussi di energia all’interno di un ambiente
        Introduzione alla Valutazione Ambientale Basic Sensoriale
        Orientamento dello Spazio Abitativo
        Introduzione all’Analisi Tecnica degli Spazi Abitativi
        Introduzione alla Ricerca delle Congestioni Basic Sensoriale
        Introduzione alla Armonizzazione Ambientale Basic Balance
        Introduzione alla Strategia di Biocompatibilità e Riarmonizzazione Basic Sensoriale
        Tecnologia Aetere’s
        Tecnologia Ojas
        Installazione Strumentale. Teoria e Pratica


Una Giornata Impensata - Viola Di Massimo



Va bene, partiamo dal titolo: il fatto è che a volte di organizzare tutto (o tentare disperatamente di farlo) nel miglior modo, nei minimi particolari, stare attenti alla forma, agli orari, alle parole, al destare il giusto interesse, è davvero faticoso; ci vuole tempo, dedizione, calma, attenzione... un po' come in un dipinto ad olio in cui tutto nasce dalla scelta della tela, dai chiodi messi sul telaio uno ad uno, dall'imprimitura che richiede tempo e concentrazione, dall'impeto del disegno che poi viene elaborato attraverso mescolanze di pigmenti e pennellate più o meno meticolose, capaci di tirar fuori un'immagine che, nei giorni a seguire e tempi emotivi permettendo, assumerà un significato sempre nuovo e profondo.
Tutto meraviglioso: dedizione, anima, lentezza, sentimento e davvero tanta ma tanta, pazienza.
Il fatto è che, parliamoci chiaro, non basta solo questo: per la perfezione c'è bisogno anche dell'impeto e null'altro! niente dedizioni, attenzioni, tempo, organizzazioni, a volte questo tempo lo vogliamo fermare nell'attimo di un adesso a caso, immediatamente: qui e ora! non vogliamo pensare, solo pura passione e istinto... lo stesso che ti fa prendere un foglio di carta a caso,  disegnarci di getto con una astrazione da se stessi e la forza di un segno che solo la potenza del desiderio, soddisfatto quasi all'istante, può contenere.
Strepitoso anche questo: l'impeto che nasce dall'istinto nell'attimo del non pensiero.
L
ibertà emozionale.
Tutto quindi si riduce o si eleva, (dipende dai punti di vista), al denso senso della passione, al ragionamento di pancia... tutto torna.
Tutto, torna sempre.
A cosa voglio arrivare con ciò? al fatto che questa giornata sarà una giornata così, vissuta per come viene, come quando si cammina per strada, si nota una piccola galleria e l'istinto decide di entrarci, quindi: il mio studio con la mini sala video, le video-performance, i dipinti e i disegni appesi ovunque, saranno felici di accogliere chiunque ne abbia voglia nella giornata di domenica 26 maggio.
Una giornata improvvisata, senza pretese, pensamenti, appuntamenti precisi, organizzazioni, avvisi o preavvisi, si deciderà al momento se voler passare o meno e chissà, forse, vi capiterà anche di conoscere in anticipo i protagonisti dei futuri incontri oltreViola presentati già nella 
locandina delle intenzioni 2013.
Che dire ancora?
Se vi andrà di vivere una giornata impensata, l'unica cosa certa è che io, sarò ad accogliervi.


Viola Di Massimo

per informazioni scrivere a: info@violadimassimo.com
dove

FASSBINDER E L’ESTETICA MASOCHISTA di Simona Almerini



PRESENTAZIONE DEL LIBRO

FASSBINDER E L’ESTETICA MASOCHISTA
di Simona Almerini



16 Maggio. Libreria del Cinema (Trastevere). Ore 19.

Incontro con l'autrice, intervengono i critici Ilaria De Pascalis e Domenico Monetti.

Anarchico, omosessuale dichiarato, autore prolifico (30 lungometraggi in 13 anni) morto a 37 anni per overdose, la fama di maledetto di RainerWernerFassbinder eguaglia quella del suo cinema irriverente. Il leitmotiv della sua opera è rappresentato dai rapporti di potere, che non sono il risultato di un processo storico bensì di una fantasia masochista. Il saggio, utilizzando testi quali Il freddo e il crudele di Gilles Deleuze, Menzogna romantica e verità romanzesca di René Girard e In the Realm of Pleasure di GaylinStudlar, analizza in particolar modo quattro film: Le lacrime amare di Petra von Kant, Martha, Un anno con 13 lune e Querelle de Brest per dimostrare che, indipendentemente dall’appartenenza socio-culturale, dall’identità e dall’orientamento sessuale, tutti i rapporti d’amore sono soggetti alla logica del dominio.

Simona Almerini (Novara, 1977) vive a Roma dove si è laureata in critica cinematografica presso il DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre. Scrive sceneggiature, testi teatrali e racconti. È redattrice della rivista di informazione culturale “Inscena” e collabora con la rivista di  “Cinemasessanta”.

Una Giornata Impensata - Viola Di Massimo



Va bene, partiamo dal titolo: il fatto è che a volte di organizzare tutto (o tentare disperatamente di farlo) nel miglior modo, nei minimi particolari, stare attenti alla forma, agli orari, alle parole, al destare il giusto interesse, è davvero faticoso; ci vuole tempo, dedizione, calma, attenzione...
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OltreViola: pittura teatro musica e altri deliri. Programma intenzioni 2013




Lo so lo so, l'immagine è inquietante e i personaggi sembrano fantasmi ma la locandina non si riferisce ad un rifacimento del film "Fantasmi a Roma" anche se... chissà, sarebbe un'idea.
In realtà stiamo lavorando per voi e pure per noi: gli artisti sono vivi, vegeti e pure in fermento, gli incontri aspettano di avvenire ed intanto, anche se a causa di problemi tecnici siamo orfani di date certe, proponiamo questa locandina: 
la locandina delle intenzioni.

Fra
il 2011 e 2012 abbiamo avuto la fortuna di avere agli incontri OltreViola: pittura teatro musica e altri deliri interessanti ed estrosi artisti (in ordine di apparizione):
La
stilista Carrano;
L'attore
Emanuele Giglio in:Achilleide";
La
violinista Giulia Pacetto interprete dei brani di: Corelli, Beethoven e Bartòck;
L'attrice
Lucia Ciardo in: "Lettera d'Amore contemporanea".

Bene:
In questo 2013, (oggi il 20 aprile), c'è solo la certezza che abbiamo un papa di nome Francesco, per il resto ma proprio per tutto il resto, "chi vivrà vedrà" e siccome il fato ci mette sempre lo zampino, ahimè...
Ma ecco che mi illumino di una seconda certezza! nessuno ma davvero nessuno neanche il fato, potrà rovinarci mai almeno le intenzioni.
Dunque
ecco a voi i prossimi possibili appuntamenti per gli incontri OltreViola: pittura teatro musica e altri deliri:

La
prima... o la terza o chissà, intenzione, è quella di tornare negli anni cinquanta per vivere il quartiere di Monteverde e la zona di Donna Olimpia con il poeta-pittore Silvio Parrello , uno dei personaggi del romanzo "Ragazzi di Vita" di Pasolini, e con lo studioso di Pasolini il poeta Andrea Mariotti (nonché grande conoscitore di Giacomo Leopardi).
"...Si
parlava di milioni
di
una vita fortunata
con
le toppe ai pantaloni
nel
pane la frittata... "
Probabilmente partiremo proprio da qui, dal piccolo accenno alla poesia di Silvio Parrello facilmente rintracciabile nelle pagine corsare  via web.

Altra
intenzione sarà quella di vedere a confronto due attori indiscutibilmente diversi fra loro che hanno accettato di unirsi per interpretare il monologo di Viola Di Massimo "Lettera d'amore da G.A.Y. n°02570" e, neanche a dirlo ma lo dico: sono profondamente ammirata dal loro mettersi in gioco, sperimentare nuove interpretazioni e affrontare nuovi scrittori teatrali.
Sarò
quindi onorata di avere insieme come interpreti per questo scritto, Lucia Ciardo  ed Emanuele Giglio. (Sempre se le prove andranno a buon fine, ovvio...)

Faremo
un viaggio nella verità delle carceri dove Maria Falcone, docente al carcere di Rebibbia con il suo libro "Carceri: Lo spazio è finito" solleva il grande problema del sovraffollamento. E spero anche sempre un'intenzione ma ha detto di  “sì!) di avere come interlocutore il giornalista Roberto Ormanni che ho avuto già il piacere di ascoltare e apprezzarne le capacità nell'affrontare l'argomento con vero interesse.
Perché
questo tema così diverso?  Beh... possiamo anche chiuderci ognuno nel proprio mondo ma tutti apparteniamo ad uno solo per cui, tutto, ci riguarda...

E
visto che a quanto pare il treno produce incontri e conoscenze (vedi (l'incontro con Giulia Pacetto), c'è anche l'intenzione (ma è anche la sua) di avere fra gli incontri oltreViola il musicista Sauro Berti conosciuto anche lui nella breve tratta fra la stazione Tuscolana e Ostiense a Roma. Suona il Clarinetto Basso al Teatro dell'Opera di Roma e anche lui, per nostra fortuna, è disponibile ed entusiasta nel   portare la sua musica con ovunque e soprattutto, di condividerla.
Inizio
a sospettare che questa tratta fino a Fiumicino produca musicisti, vi terrò informati.

Continuo? Ma sì, continuo: volendo potremmo anche decidere di fare una serata dedicata al cartone animato. Come? ad esempio come mezzo artistico attraverso la famosissima essenziale linea di Cavandoli,  come mezzo di comunicazione pubblicitaria come il caro, carissimo Carosello, o come propaganda attraverso i cartoni sovietici della metà del Novecento. Tutto ciò si poteva solo fare con l'eclettico giornalista Roberto Ormanni che ha fatto parte della sceneggiatura del cartone animato "Ulisse - il mio nome è Nessuno, collabora con la scuola Romana del Fumetto, per nove anni ha ideato organizzato e curato la Mostra Internazionale del Fumetto e del Cinema dAnimazioneNapolicomics. E fra i vari trattati, ha pubblicato un saggio sulla storia del cinema danimazione nel mondo:Cartoon non vuol dire Cartone122 anni di cinema danimazione.

Signori e Signore, se siete arrivati fino a qui vi ringrazio e a presto.

Se vi siete persi fra nomi e link ecco l'elenco ordinato: